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Poesia
post pubblicato in Diario, il 30 dicembre 2013


Ecco Francesco

(29-30 dicembre  2013)

 

Una nuova nascita.

Si rinnova la vita,

un dono:

“L’uomo che nascerà

è un’eco del Signore

e sente palpitare in sé

tutte le stelle”.

Un grande mistero:

Che sarà di te piccolo?

Nella notte vieni alla luce.

Notte di pioggia,

non ci sono le stelle

ad attenderti.

Notte che racchiude la speranza

delle luci dell’alba,

ma manca ancora tanto.

 

Accelera il battito del cuore

di Laura e Lorenzo,

cresce il dolore,

crescono le contrazioni,

non sono solo emozioni.

Piange e urla tua madre

nella fatica

di generarti al mondo.

Ultimi istanti di un legame

intimo e profondo

che si rinnoverà nel silenzio

del primo contatto

carico d’amore

ma segnato dal dolore

e bagnato dalle lacrime.

E poi la prima poppata

i primi monologhi.

I primi sorrisi

le prime sillabe

e anche tu crescerai fanciullo

ragazzo e uomo

cercando la donna

con nel cuore e nella mente

tua madre.

 

Il padre incoraggia

la donna amata

in una notte di pioggia

spera un’alba senza nuvole,

giorno illuminato dal sole

che elimina i brividi

della paura

ma solo a sera…

torna un po’ di sereno.

 

Sei nato.

Hai lasciato il grembo della madre

ti attende tuo padre.

Parole rassicuranti,

dopo il grande dolore,

Il pianto si placa,

non più di dolore

ma liberatorio.

Si sente il tuo primo respiro,

il tuo primo pianto,

il tuo primo sorriso.

Tu sei Francesco,

figlio secondo,

amato da subito,

atteso e già sorprendi

per grandezza

e bellezza.

Ti guarda Giulia

e comprende di non essere più sola.

Da oggi siete in due:

figli e fratelli.

 

Per me l’alba è sorta

e porta la notizia gioiosa

della tua nascita:

ecco Francesco.

Sei nato nel tempo,

inizia la tua storia.

 


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Aforisma
post pubblicato in Diario, il 20 ottobre 2013


"Il cielo avrà il colore dei tuoi occhi
i fiori avranno il colore del tuo cuore
non puoi sentire cio’ che non è già dentro di te.
Cio’ che ti appartiene è l’unica cosa che saprai trovare.
Coltiva l’amore se puoi e del resto sbarazzatene in fretta."


Stephen Littleword

Dopo due giorni passati insieme a persone che han vissuto e ora non più..., vivono tuttora, sperano in cuor loro di vivere l'amore coniugale... non mi resta che dire a tutti... l'amore non si perde... si vive e si trova.
Soprattutto si vive. Grazie a chi me lo testimonia.

Buona settimana.

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Vangelo
post pubblicato in Diario, il 10 maggio 2013


Ascensione di Gesù

Ascensione: Luca 24,46-53

“Io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso”

 

46Gesù disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, 47e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48Di questo voi siete testimoni. 49Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
50Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. 51Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. 52Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia 53e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

 

 

Siamo ai saluti da parte di Gesù.

In verità è un chiaro arrivederci.

Apparso più volte Gesù offre una piccola catechesi.

Ricorda ai suoi che era necessario il compimento

di quanto scritto nella Legge di Mosè,

nei Profeti e nei Salmi.

Gesù apre alla comprensione della Scrittura.

“Il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno”
Passione, morte e risurrezione.

Compimento delle Scritture,

ciò che era annunciato ed atteso si realizza,

anche se nell’antico Testamento non tutto era chiaro.

Gesù illumina ciò che era nel mistero.

”E nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli

la conversione e il perdono dei peccati,

cominciando da Gerusalemme”.

Gesù è risorto e vuole che tutti i popoli ricevano

i doni derivanti dalla sua risurrezione:

e cioè la conversione da una vita lontana da Dio

e il perdono dei peccati, cioè il dono di una vita nuova,

libera dal male e aperta al bene.

L’annuncio, predicazione è urgente,

deve iniziare subito e proseguire senza sosta alcuna

cominciando da Gerusalemme,

ma ben presto si oltrepasseranno le mura della città.

“Di questo voi siete testimoni.”
Gli apostoli sono testimoni autorevoli della parola di Gesù,

sono stati con Lui, hanno viaggiato con Lui,

dimorato con Lui ora sono i testimoni della risurrezione.

Infatti… Ed ecco, io mando su di voi colui che

il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città,

finché non siate rivestiti di potenza dall'alto”.
Si annuncia solo sotto l’azione, la regia dello Spirito.

Dono del Padre, però colui che lo manda è il Figlio.

Si è invitati ad attendere la Pentecoste.

Nel frattempo… “Li condusse fuori verso Betània e,

alzate le mani, li benedisse.”
Siamo a Betania, vicino al monte degli Ulivi,

Gesù alza le mani e benedice i suoi discepoli

in quanto saranno le guide della comunità.

“Mentre li benediceva, si staccò da loro

e veniva portato su, in cielo.”
Gesù entra, da Risorto, nella gloria del Padre.

Non è rapito, come capitò ad Enoc ed Elia,

sale in cielo, portato.

Ed essi si prostrarono davanti a lui;

 poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia
e stavano sempre nel tempio lodando Dio.”
Gli apostoli vivono un gesto di adorazione,

solo a Dio tale atto è dovuto.

Gesù è Signore, Figlio di Dio.

Poi si torna a Gerusalemme, come?

Pieni di gioia, la gioia della Pasqua.

Gesù è partito, ma non c’è tristezza

perché non c’è abbandono, ma presenza viva di Gesù,

non ci si sente soli, ma accompagnati.

Si loda Dio nel Tempio, ma è solo luogo dell’inizio

della missione evangelizzatrice.

Il Vangelo sia annunciato ovunque sempre e comunque.

 


 


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Vangelo
post pubblicato in Diario, il 26 aprile 2013


“Ora il Figlio dell’Uomo è stato glorificato

V° Domenica di Pasqua: Giovanni 13,31-35

“Amatevi anche voi gli uni gli altri”

Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'Uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi. Voi mi cercherete, ma come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi, dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri come io vi ho amato. Così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri».

 

 Giuda esce dal Cenacolo.

Esce nella notte ed è buio pure dentro di lui.

Si sta per compiere la consegna che sa di tradimento.

Giuda ha preso il boccone dalle mani di Gesù,

segno che precede la vendita ai capi del popolo,

l’ha assunto e ora da il via al suo progetto.

Progetto che non avrà via di ritorno,

nonostante nell’orto, al momento dell’arresto,

un bacio che per Giuda indica quello da prendere,

per Gesù il segno dell’amicizia tradita.

Quando Giuda dunque fu fuori dal Cenacolo Gesù disse:

“Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato,

e anche Dio è stato glorificato in lui.

Se Dio è stato glorificato in lui,

anche Dio lo glorificherà da parte sua

e lo glorificherà subito”.

Gesù, il Figlio dell’Uomo, è glorificato

nell’ora del tradimento, del rinnegamento, della morte.

Così Dio nel Figlio è glorificato.

Ma di ch gloria si parla?

Non quella di un super eroe,

anzi, parliamo della gloria di Gesù

che non si sottrae alla sua passione

fatta di insulti, violenza e morte.

E tutto questo  per amore dell’uomo, dell’umanità,

in piena comunione d’intenti con Dio Padre.

Un amore, quello del Figlio e del Padre, di Dio,

che non viene meno, che non si risparmia,

un amore che si offre tutto fino alla fine.

Un amore che è grazia

e che nulla chiede in cambio.

“Figlioli, ancora per poco sono con voi.”

Gesù non ci abbandona sia chiaro.

Ci chiede solo di incontrarlo nel volto del prossimo.

“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri;

come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.”

Questo comandamento è scritto nel nostro DNA

ed la via che dona senso alla vita qui e ora e per l’eternità.

Amando il prossimo, amiamo Dio.

“Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli,

se avrete amore gli uni per gli altri.”

L’essere discepolo passa attraverso l’amore al prossimo.

 

Concludiamo con le parole di Giovanni, illuminanti:

“Amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio:

chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio.

Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.

In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi:

Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo,

perché noi avessimo la vita per lui.

Se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri.

Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri,

Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi” (1 Gv 4,7-12).


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Il Popolo Veneto
post pubblicato in Diario, il 22 aprile 2013


Earth Day. Giornata Mondiale della Terra


di Ivano Maddalena

Buon compleanno Terra. Non è un’espressione banale, anzi! Forse pochi sanno che oggi, 22 aprile 2013, si celebra la Giornata Mondiale della Terra, conosciuta a livello internazionale come Earth Day. Oggi, si celebra il 43 ° compleanno della Giornata Mondiale della Terra.

Il primo appuntamento ebbe luogo nel 1970. Si diede vita così al movimento ambientalista moderno. Circa 20 milioni di americani scesero in piazza per invocare la fine del degrado ambientale. In seguito a questa manifestazione di forte dissenso si diede vita all’Environmental Protection Agency statunitense.

Ogni cittadino del mondo dovrebbe avere a cuore la cara Madre Terra.

Sul sito GreenMe.it la scrittrice Freelance e responsabile del sito stesso Marta Albè così si esprime: “Più di un miliardo di persone, ogni anno, in 193 Paesi del mondo decidono di agire concretamente in difesa del pianeta in occasione della Giornata Mondiale della Terra, continuando ad espandere ed a rinvigorire il movimento ambientalista. Dalla prima Giornata Mondiale della Terra ebbe origine Earth Day Network (EDN), che ora collabora con oltre 22 mila partner nel mondo per la mobilitazione dei gruppi ambientalisti, al fine di sensibilizzare alle tematiche ed alle sfide ambientali legate alla nostra salute, alla qualità della vita ed al mondo naturale.

EDN supporta l'educazione ambientale nelle scuole e si impegna a piantare milioni di alberi nel mondo, nei luoghi in cui tale azione appaia maggiormente necessaria. Si impegna nell'espansione della nascente economia verde e nella protezione del territorio. A capo di EDN troviamo Denis Hayes, l'organizzatore della prima Giornata Mondiale della Terra.

Earth Day 2013: Climate Change

E' il  cambiamento climatico, o climate change, il tema centrale di Earth Day 2013.

Il cambiamento climatico è probabilmente considerato un'eventualità remota da parte di alcuni, ma la realtà è che esso sta già influenzando la vita reale delle persone, degli animali e degli ecosistemi. Attorno a tale tema ruoteranno gli eventi organizzati nel mondo in occasione delle Giornata Mondiale della Terra.

Come agisce il cambiamento del clima sul nostro pianeta e su coloro che lo abitano? L'innalzamento del livello del mare, alle Maldive, inizia a porre il problema del trasferimento degli abitanti in luoghi meno vicini alle coste. In Kansas i periodi di prolungata siccità mettono a rischio i raccolti. Gli Stati Uniti sono sempre più spesso colpiti da violenti uragani.

In luoghi come il Bangladesh l'accesso all'acqua potabile diventa difficoltoso a causa di frequenti cicloni, alluvioni ed allagamenti. Siccità e riscaldamento globale pongono a rischio le vite degli orsi polari nell'Artico, delle tigri delle foreste di mangrovie indiane, degli orangutango nelle foreste indonesiane e di numerose altre specie già considerate in via di estinzione.”

Anche quest’anno l’Italia aderisce ad Earth Day Network attraverso la proposta di 15 azioni eco-responsabili che riguardano i nostri comportamenti quotidiani, legate in modo particolare alle nostre scelte d'acquisto ed alimentari, all'impiego di energia e di mezzi di trasporto e ad ogni piccolo gesto all'interno della nostra vita quotidiana.

Si propone in particolar modo l’incentivazione delle attività di riciclo dei materiali che attengono al nostro consumo quotidiano: olio da cucina, vetro, plastica, batterie, farmaci scaduti, pneumatici. Onde evitare la dispersione della preziosa riserva d’acqua a disposizione delle comunità territoriali si consiglia di tenere sempre in perfetta efficienza i rubinetti presenti all’interno delle nostre abitazioni.

Sempre sul versante del risparmio energetico si consiglia di evitare gli sprechi e gli eccessivi consumi di energia attraverso una seri di piccoli accorgimenti che se sommati a livello globale andrebbero a generare un risparmio non indifferente.

Concludiamo con una chiara consapevolezza e l’espressione di un diritto troppo spesso violato: “Tutti, a prescindere dall’etnia, dal sesso, da quanto guadagnino o in che parte del mondo vivano, hanno il diritto morale a un ambiente sano, equilibrato e sostenibile.”

Ognuno può fare nel suo piccolo qualcosa per la grande Madre Terra.

Buon compleanno Terra!

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Poesia
post pubblicato in Diario, il 20 aprile 2013


Lezioni di vita andando in montagna

(19 aprile 2013)

 

Si cammina,

si sale in montagna

passo dopo passo

la meta si guadagna.

Azzurro il cielo

sale alto il sole

è tempo di disgelo.

 

Si respira

il cuore palpita

non senza fatica

si va in salita.

Cime imbiancate

manto candido

dopo le recenti nevicate.

 

Si lasciano orme

una dopo l’altra sulla neve

uno sguardo alla vetta

ma non si arriva a breve.

Non si deve aver fretta

ci si concede una sosta

e ci si aspetta.

 

Si riparte

Si superano asperità

una vera meraviglia

che genera felicità.

Si spicca un salto

si sperimenta libertà

nel salire verso l’alto.

 

Si fa silenzio

e come per incanto

incontri nell’intimo te stesso

così prende vita il disincanto.

Lo sguardo spazia

la mente vola a Chi

ha creato tanta meraviglia.

 

Si riflette.

Si è piccoli omini

tra le alte cime

signore di mille destini.

Testimoni di epiche imprese

di memorabili scalate

e di necessarie discese.

 

Si contempla.

Nasce un pensiero

si formula un messaggio

che emoziona davvero.

Si scende, zaino in spalle

si torna a casa

si punta a valle.


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Vangelo
post pubblicato in Diario, il 5 aprile 2013


“Ricevete lo Spirito Santo”

Domenica di Pasqua: Giovanni 20,19-31

“Mio Signore e mio Dio”



19La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». 20Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». 22Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. 23A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

24Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

26Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». 27Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». 28Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». 29Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».

30Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. 31Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

 

 

Suddivisione del testo, per comprenderlo meglio:
20,19-20: apparizione ai discepoli e ostensione delle ferite
20,21-23: dono dello Spirito per la missione
20,24-26: apparizione particolare per Tommaso, otto giorni dopo
20,27-29: dialogo con Tommaso
20,30-31: lo scopo del Vangelo secondo Giovanni

 

 

“La sera di quello stesso giorno, della settimana…”

il primo giorno dopo il sabato:

Il giorno del Signore per la comunità dei credenti,

si tratta della Domenica di nuova vita: Risurrezione.

“Mentre erano chiuse le porte…”

Una chiusura che racchiude un’indicazione,

il corpo di Gesù risorto, pur essendo riconoscibile,

non è soggetto alle leggi ordinarie della vita umana.

“Pace a voi…”

Risuona per ben tre volte, più che un augurio

è una condizione, la pace messianica,

il compimento delle Scritture, la liberazione,

la vittoria sul peccato e sulla morte,

la riconciliazione con Dio, frutto della sua passione,

dono gratuito di Dio.

“Mostrò loro le mani e il costato…”

Gesù mostra i segni della passione,

le ferite dicono che la pace, la salvezza,

nasce dal sacrificio in croce.

“E i discepoli gioirono al vedere il Signore…”

Ecco che la pace apre la via alla gioia,

gioia piena che sarà piena nell’eternità.

MA per ora la via è quella della missione…

 “Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi…”

Gesù è il primo missionario,

sul suo esempio e invito lo possiamo essere anche noi,

compiendo la sua stessa missione,

indicando Lui come il Salvatore,

Colui che salva l’uomo, ogni uomo.

“Alitò su di loro…”

Gesto antico, soffio di vita all’uomo,

Una nuova creazione

“Ricevete lo Spirito Santo…”

dono dello Spirito per una missione specifica,

il dono di Pentecoste sarà per tutto il popolo di Dio.

”A chi rimetterete i peccati saranno rimessi

e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi…”

una missione per la riconciliazione, il perdono,

Dio ha simile potere e viene trasmesso agli apostoli,

alla Chiesa che deve ricordare come il potere è servizio,

nel segno dell’amore.

“Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo…”

Tommaso il dubbioso, detto Didimo, cioè gemello,

noi potremmo essere "gemelli" suoi

per la difficoltà a credere in Gesù, Figlio di Dio,

 morto e risorto.

“Abbiamo visto il Signore!”

Il Messia è vivo, ora è ufficiale, si è fatta esperienza.

Ci sono numerosi testimoni oculari ma…
”Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi

 e non metto il dito nel posto dei chiodi

e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò…”

Tommaso vuol fare esperienza diretta per credere.

Egli è disposto a credere,

ma vuole risolvere di persona ogni dubbio,

per il timore di uno sbaglio.

Tommaso non è uno scettico indifferente,

ma un uomo in cerca della verità

e Gesù lo accontenta pienamente.

Tommaso fa esperienza del Risorto, lo tocca,

lo riconosce e matura al sua fede come dono.

“Mio Signore e mio Dio!”

Ecco la professione di fede nel Risorto.

Non c’è altro da aggiungere e…

“beati quelli che pur non avendo visto crederanno!”

 

 

Il IV vangelo, come gli altri, non ha lo scopo di scrivere la vita completa di Gesù, ma quello di dimostrare che Gesù era il Cristo, il Messia atteso, il Liberatore e che era Figlio di Dio. Credendo in Lui abbiamo la vita eterna. Se Gesù non è Dio vana è la nostra fede!


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