.
Annunci online

Il Popolo Veneto
post pubblicato in Per riflettere, il 29 dicembre 2014



di Ivano Maddalena

L’avversario c’è. Presenta le sue credenziali. A volte è più vicino di quello che si possa immaginare.

A volte si nasconde, ma se provocato esce fuori allo scoperto o manda avanti le sue truppe assoldate e smaniose di farsi notare. Altre volte interviene direttamente e pare voglia sferrare un attacco senza precedenti e allora ecco che avvia di nuovo la macchina del fango che tanto bene conosciamo qui in Italia. 

Fango mediatico che l’avversario sparge a destra e a sinistra. Il bersaglio da colpire è sempre ben preciso. Lo scopo ineluttabile è quello di screditare, sminuire, isolare e via discorrendo.

C’è un mandante, l’avversario ideatore, un mandato, la firma operativa e un bersaglio che non sta certo li a  porgere l’altra guancia. Trattasi di una lotta tra persone che la pensano in modo diverso e ci può stare, ma nel rispetto reciproco. Sta di fatto che se colti in errore e smossi nel torpore della propria coscienza la prima reazione è quella di giocare sporco. Infangare appunto.

Chi infanga usa la macchina ben oliata della comunicazione che mette in prima pagina le parole che lasciano basiti, offesi e irritati. Stupefatti pure, anche perché chi si è prestato ad infangare, il mandato che appone la firma operativa, ha un curricolo di tutto rispetto e forse ha commesso una sciocchezza offendendo la sua lucida intelligenza che reputo un po’ offuscata dal tempo che passa.

Stiamo parlando dell’articolo apparso il giorno 24 dicembre sul Corriere della Sera a firma Vittorio Messori (“I dubbi sulla svolta di Papa Francesco” clicca qui per leggere). L’infangato è Papa Francesco, e i mandanti chi sono? Lo diremo dopo, più sotto.

L’articolo non passa inosservato. Una testata nazionale di così grande importanza s’impegna in una campagna che fin da subito era pensabile visto che, dopo alcune settimane, si era stati sconvolti dal nuovo Pontefice che tutto è tranne che a loro immagine e somiglianza. I mandanti non vi si riconoscono in questo Papa che ora per loro è scomodo.

Certo che Papa Francesco non ha peli sulla lingua. Ama la verità. Anzi ama la Verità e la testimonia con forza, fede, coraggio e gioia.

A qualcuno non sta bene. L’avversario manifesta il suo disappunto e ora scende in campo tirando un colpo di grande effetto, ma che credo e spero sortirà solo un pugno di polvere spazzata via dal vento della nuova primavera.

Non ci stiamo a vedere infangato un uomo venuto da lontano, animato da sincerità e amore per Dio e per la Chiesa per cui auspica una trasformazione e conversione evangelica autentica.

Papa Francesco i suoi “colpi” li tira e senza paura, ma per amore della verità, della Verità. Chiede il sostegno della preghiera di molti credenti che in lui vedono un segno tangibile di speranza. Mira a una Chiesa più credibile, povera e missionaria. Una Chiesa annunciatrice di una buona novella e non escludente, dogmatica, preoccupata di arroccarsi e mantenere privilegi.

Papa Francesco in occasione degli auguri alla Curia non è stato per nulla formale e non ha perso l’occasione per mettere in chiaro le carte, manifestare cioè i mali che segnano la vita della Curia ma anche di ciascuno di noi. Ha parlato a tutti Papa Francesco non solo ai porporati.

Ogni volta che Papa Francesco parla provoca un terremoto che scuote le coscienze, per chi si vuole lasciar interpellare e non rimane fermo nelle sue sicurezze.

Credo che alcuni porporati vivano un senso di angoscia e disperazione nel verificare che Papa Francesco non è arginabile, lavorabile, asservito al potere, ad un certo tipo di Chiesa che non ha futuro, ma che ha un presente risentito, osteggiante la novità che poi non è altro che un tornare al messaggio autentico del Vangelo.

Questo disturba l’avversario. L’avversario non rimane indifferente a chi lo pungola e scuote nelle sue malefatte. Smascherato invece di lasciarsi amare e convertirsi, si vendica.

Il discorso augurale di Papa Francesco si è trasformato in benzina per alimentare la macchina del fango ed ecco subito pronta la risposta appunto attraverso la via della comunicazione sulla prima pagina del Corriere della Sera proprio prima del Natale. Che gran bel dono, ben confezionato, ma che non ci smuove o spaventa. Certo ci interroga e ci fa anche un po’ soffrire.

Poveri Cardinali. Povero Cardinale Bertone e soci, povero Cardinale Scola tutti colpiti da sindrome di fobo-profezia. Stanno già temendo il prossimo discorso augurale di Papa Francesco potreste avere una ricaduta e allora sì che saranno dolori.

L’“avversario”, di biblica memoria, potrebbe insinuare nelle vostre menti e nel vostro cuore ulteriore fango da spargere con perfida finezza e mezzi più forti. Vigilate sul vostro operato.

Ma in sostanza cosa emerge dal testo di Messori? Un elenco di “errori” commessi da Papa Francesco, emerge chiaro il messaggio: Papa Francesco “NON CI PIACE”. Questa è la sentenza che vi si desume. Alle malattie che colpiscono i curiali e anche noi si risponde con un elenco di azioni di Papa Francesco che è reo di avere “turbato il cattolico medio”.

Un cattolico turbato dall’imprevedibilità del Papa.

Dopo aver elencato questi gravi imperdonabili errori che evidentemente lo hanno molto turbato, sentenzia: “Chi sono io per giudicare?”. E già, e che cosa è l’articolo se non un giudizio negativo sul Papa Francesco?

Anzi dirò di più. Un articolo infangante e offensivo.

Io “Cattolico-medio”, anzi meno ancora, non mi sento per nulla turbato da Papa Francesco.

Postato da

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Il Popolo Veneto

permalink | inviato da ivano il 29/12/2014 alle 14:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfoglia novembre        ottobre
il mio profilo
rubriche
links
tag cloud
cerca
calendario
adv